Una sbirciatina al Cancello Veterinario di Boccadarno Aidan degli Abeti.
Sabato 24 ottobre, durante la Coppa delle Regioni ospitata dal Country Club Boccadarno, a un certo punto della giornata ho deciso di fare una visita al cancello veterinario. È uno dei luoghi più importanti dell’endurance e, per chi ama questo sport, è sempre interessante osservare da vicino il lavoro di veterinari, giudici, cavalieri e assistenti.
Tra i tanti cavalli presenti al cancello veterinario, la mia attenzione si è soffermata su Aidan degli Abeti. Ho seguito alcuni momenti della visita e del successivo trotto, cercando di raccontare con le immagini l’attesa, l’attenzione e la professionalità che caratterizzano questa fase fondamentale della gara.
Mentre giravo con la macchina fotografica, tra una visita e l’altra, ho osservato da vicino Aidan degli Abeti, montato da Lorenzo Mondani, cavaliere ormai veterano della disciplina. Guardando Lorenzo durante i controlli, si percepiva tutta l’attenzione che ogni cavaliere vive in questi momenti. Perché nell’endurance non basta arrivare al traguardo: l’ultima parola spetta sempre ai veterinari.
Aidan è stato poi presentato al trotto da Chiara Salvadori, Chef d’Équipe della FISE Toscana, sempre presente e attiva nel seguire i binomi della squadra. Molti pensano che la gara finisca con l’arrivo, ma non è così. Al cancello veterinario viene deciso se il cavallo ha recuperato correttamente e può essere dichiarato idoneo a proseguire la competizione o a concluderla in piena efficienza.
Tra tutti i momenti, quello del trotto è sempre quello che mi colpisce di più. Attorno al corridoio si fermano cavalieri, accompagnatori e visitatori che osservano con attenzione ogni passo del cavallo, quasi aspettando il verdetto finale: visita superata oppure no?
Le fotografie che ho scattato raccontano proprio questi istanti. Non ci sono solo la gara e la competizione, ma anche la fatica, l’impegno e soprattutto l’attenzione dedicata ai veri protagonisti dell’endurance: i cavalli.
Ho voluto condividere queste immagini perché raccontano un momento speciale della gara. Al cancello veterinario non si corre contro il tempo, ma si verifica che il cavallo sia nelle migliori condizioni. È qui che si capisce davvero quanto l’endurance metta al centro il rispetto e il benessere dell’equino.
Per me l’endurance è gestione del cavallo prima ancora che velocità. Nei percorsi tecnici emergono l’esperienza del cavaliere, la preparazione del cavallo e la capacità di affrontare salite e discese. In pianura è più facile lasciarsi tentare dal galoppo, ma alla fine è sempre il cavallo a dirti se hai fatto la scelta giusta.”
Buona visione delle foto.
Testo e foto di Vincenzo – Winningendurance