Vincenzo Bechini E’ lontano La mia prima esperienza a cavallo nel Corpo Forestale dello Stato

Ricordi di una gara di endurance in Toscana, 1992

Quando entrai a far parte del Corpo Forestale dello Stato, non avrei mai immaginato che un giorno mi sarei trovato a vivere un’avventura così unica, immerso nella natura e a contatto diretto con gli splendidi cavalli maremmani. Era il 1992, un anno che ricordo ancora con un misto di emozione e nostalgia.

La chiamata del comandante e i primi passi

Il comandante della nostra azienda, sempre attento alle esigenze operative, cercava personale disposto a cimentarsi nel servizio a cavallo. Era da poco che, da Pieve Santo Stefano, erano arrivati nuovi cavalli aveglinesi. Quando il comandante chiese chi fosse disponibile a montare, fui tra i primi a rispondere all’appello, trascinando con me anche alcuni colleghi. Sapevamo che ci attendeva una sfida, ma lo spirito di corpo e la voglia di imparare ebbero la meglio sui dubbi.

Ci recammo così a Radicondoli per provare la monta degli equini. I primi giorni furono tutt’altro che semplici: restare in sella e apprendere le prime nozioni di equitazione richiesero impegno e dedizione. Ma, come dice il proverbio, “la pratica rende perfetti”, e a poco a poco riuscimmo tutti a migliorare.

L’arrivo dei cavalli maremmani

In seguito, arrivarono altri esemplari direttamente dall’Allevamento della Marsiliana di Follonica: erano i famosi cavalli maremmani, robusti e infaticabili, ideali per il lavoro e le lunghe percorrenze. Dopo aver fatto esperienza con i cavalli aveglinesi, desideravo mettermi alla prova con un maremmano vero e proprio.

L’esperienza dell’endurance equestre

Alcuni colleghi avevano già partecipato a gare di endurance equestre in varie località della Toscana, come Pieve Santo Stefano, Celle sul Rigo e Monticiano, in provincia di Siena. Sotto la fitrec Ante .Fu ascoltando i loro racconti che mi venne la voglia di provarci anche io: il fascino di uno sport basato sulla resistenza e la fatica, immerso nei paesaggi mozzafiato toscani, era irresistibile.

Scelsi di partecipare alla prova di Monticiano con un giovane maremmano di pochi anni, chiamato SORBETTO. Ricordo ancora l’adrenalina che sentivo nel galoppare dal galoppatoio di Monticiano, scendendo verso la Merse e attraversando il fiume, per poi passare sotto le suggestive mura di San Galgano. È un peccato non avere una foto di quel momento: la memoria a volte fa cilecca, ma le emozioni restano scolpite nel cuore.

Una sfida tra fatica e soddisfazione

Dopo aver attraversato San Galgano, salimmo verso il castello di Scalvaia, dove davanti a me c’era Vittorio, in sella a un massiccio lipizzano. Anche lui, nonostante la stazza del cavallo, riusciva a domarlo con maestria. Io, invece, dovetti scendere un attimo da Sorbetto per farlo riposare, ma poco dopo risalii e proseguimmo verso il Monte Quoio, da cui si gode una vista spettacolare sulla valle del torrente Farma.

Seguendo le creste, si scendeva infine verso il paese di Monticiano. A quel punto, il mio maremmano iniziò a galoppare con energia rinnovata: era pura adrenalina, e io, pur stanco, sentivo di volare insieme a lui tra quelle dieci curve, spinto solo dall’entusiasmo e dal desiderio di arrivare al traguardo.

Il traguardo e l’emozione della prima volta

Giunti finalmente al galoppatoio di Monticiano, ero esausto e stremato ma immensamente felice. Superai la visita veterinaria e un’ondata di entusiasmo mi invase. Quella fu la mia prima vera esperienza in una gara di endurance equestre: un percorso di fatica, amicizia e scoperta, che ancora oggi porto con orgoglio nella memoria. “Chi va piano, va sano e va lontano”, recita la saggezza popolare, e in quella giornata capii davvero il significato di queste parole.

Percorso endurance storico di Monticiano

Il percorso della gara nel Comune di Monticano, è un percorso storico per l’Endurance, perché è stato collaudato e percorso da Cavalieri di grande esperienza (di cui alcuni, oggi purtroppo, non ci sono più)…..

Il percorso è molto affascinante, lo ricordo bene perché nel 1992 iniziai qui la mia prima gara di fondo con un cavallo maremmano.

Ricordo che segnai il percorso assieme al cavaliere Ricci Giampiero, con i segni convenzionali: giallo, bianco e rosso, poi iniziai a organizzare altri precorsi: le Potatine sempre nel comune di Monticano, Ribolla Roccastrada, poi la mitica gara in linea Siena Follonica gara irripetibile e tanti altri.

Vi voglio raccontare questo aneddoto accaduto alla seconda tappa delle Potatine anno 2000 nel mese di novembre, una domenica, solito percorso, si doveva attraversare un guado al fiume Merse in località Mulino di Pari (trovarsi fra il confine di Siena e Grosseto nella sponda destra del Fiume Merse) la sera prima una gran pioggia era venuta, le previsioni mettevano molta pioggia, notizie meteo apprese dai social network locali.

Come Delegato Tecnico ero preoccupato sia per la manifestazione e della pioggia caduta; la mattina alla ore 5 mi recai con l auto in località Mulino di Pari per osservare se la pioggia della notte aveva aumentato il livello…infatti il fiume si era ingrossato, la Merse riceve anche le acque dall’ affluente torrente Farma e in quel punto il corso è più voluminoso, telefonai al Roghi responsabile del C.O. Hamasa katib: dissi qui la piena si è ingrossata che facciamo? e di comune accordo era di provare con un cavallo ad attraversare …..vediamo se si riesce a guadare, detti disposizione di caricare un cavallo maremmano dell’ azienda sul camion e portarlo al Mulino di Pari.

Marco Roghi di sua iniziativa sellò il cavallo e montò, io mi trovavo dall’ altra sponda sinistra del fiume Merse, lui attraversò il guado, con la grande mole del cavallo maremmano riuscì e quando mi vide disse: Vincenzo ..il cavallo è grande (Sorbetto)e peso e la forza esercitata dall’ acqua non lo muove ma, gli altri cavalli che passeranno per la gara di endurance, sono di statura piccoli ed esili e potrebbero essere travolti dall’ impeto dell’ acqua, poi ci sono cavalieri non esperti e non pratici al loro primo debutto ed allora, considerato gli imprevisti, in accordo con Marco decidemmo di deviare il percorso. Quel giorno i partenti furono n.47 di binomi, di cui n. 25 nell’ avviamento, categoria uno n. 15 e categoria velocità n. 7

Il tempo a disposizione era poco ancora non era stata data la partenza dalle Potatine (ex ASFD di Siena) , Fu ritardo l’orario di partenza e modificati i chilometri e le medie.

Categoria Avviamento km 24;categoria regolarità km 48; categoria velocità 72 km.

Cosi nel magnifico scenario della Valle del Merse si svolse bene e la manifestazione endurance venne portata al termine egregiamente.

Credo che un cavaliere Grande come Marco si affrontavano molti ostacoli di qualsiasi genere imprevisti ed altro, con lui chi l’ha conosciuto stava al suo agio in qualsiasi momento delle avventure endurance e della vita, infatti ci siamo avventurati in altre gare come Siena – Follonica, imparai a conoscere Marco e ogni volta che si organizzava una gara endurance mi diceva dai “Vincenzo tu con tutte le tue forse ci riesci”,Per forza avevo potere ero sotto sotto la Forestale.  vediamo se riusciamo ad organizzare una gara in linea Siena – Follonica, sapeva che conoscevo il territorio senese , grossetano e toscano per il servizio prestato nel Corpo Forestale dello Stato.

..Continua il percorso di Monticiano

Si partiva dalla “Pista Cavalli” di Monticano (quota m. 360), si scendeva per un paio di km verso il fiume Merse (quota m. 290), si risaliva lungo il fiume dove si scorge l’abbazia di S.Galgano, in parallelo alla via antica strada maremmana.

Dopo pochi chilometri si vede il castello di Luriano. Al trotto passammo l’osteria le Macchie (quota n. 413) che è al bivio di Scalvaia, poi a sinistra dopo pochi metri all’altezza del cimitero (quota m.491), proseguimmo per la salita non eccessiva e per diversi chilometri verso monte Quoio (alla quota m. 550).

Qui ci aspettarono per l’assistenza ai cavalli e cavalieri. Dopo pochi metri, sempre al trotto, giungemmo al Piano il Raspatoio (quota m.507) sulla linea di cresta, dove si scorge la valle del Farma e dopo altri kilometri scendemmo, chi al galoppo e chi al trotto, attraverso un sentiero in mezzo ad un bosco di castagni, all’abitato di Monticano. Attraversammo la S.P .73 e dopo cinquecento metri, arrivammo al traguardo finale alla “Pista Cavalli detta pista del Tamburo”.

Il mitico “percorso di Monticiano “lo hanno percorso cavalieri di spessore come: Bellaccini,Falloni Anna,Falorni, Ferrini,Gambria, Guidi, Leonardelli, Materozzi, Mori, Pacini, Petri, Pierozzi,Ricci, Roghi,Tanganelli, Vegni e tanti altri…

Un periodo di cambiamenti

Celle sul Rigo, 1993. altra gara importante

Categoria Avviamento con **Scribo**, maremmano del Corpo Forestale.

> Terreno duro, cavallo che non mollava, passo lungo.

> Entrai nella  forchetta  con 6 secondi dentro il tempo**.

> Endurance come si faceva allora: silenzio, rispetto, cavallo davanti.

Celle sul Rigo, 1994.

> Montavo Pupa, cavalla presa a noleggio da Enrica Bartolini del C.I. Il Poggio.

> Gara regolare, arrivo felice.

> Due anni, due cavalli, stesso modo di stare in percorso: semplice, pulito, vero.

Dopo alcune gare di endurance, continuavo a prestare servizio a cavallo nel Corpo Forestale dello Stato. Era un periodo in cui cavalcavo spesso e diversi cavalli passavano sotto la mia sella. Un giorno, arrivarono due cavalli maremmani direttamente dall’allevamento Marsiliana di Follonica: si chiamavano Abisso e Aghetto. La prima volta li montai a pelo, senza sella, come si faceva una volta per sentire davvero il cavallo sotto di sé.

L’incontro con Abisso e Aghetto

Cominciai con Abisso, un cavallo davvero bravo, dal portamento elegante che ricordava quello di una razza inglese. Poi decisi di provare Aghetto. Mi avevano avvisato che era un po’ testardo e, in effetti, osservando attentamente, notai che sulla fronte aveva un piccolo cornetto, come se fosse un unicorno. La curiosità era troppa e volli provare a lavorare nel rettangolo anche con lui. Aghetto aveva energia da vendere: andava, ma a volte si fermava di colpo, proprio come mi avevano detto.

La caduta e la paura

Quel giorno volli testare la sua resistenza. Avevo il frustino con me e provai a spronarlo, ma lui, di scatto, mi disarcionò. Caddi pesantemente a terra, sentendo un dolore lancinante al femore destro. Non riuscivo a muovermi. Aghetto, come se avesse compreso la gravità della situazione, si fermò immobile accanto a me. Fortunatamente avevo il cellulare con me e chiamai subito l’ufficio e il 118. Il dolore era insopportabile. Mi portarono in ospedale, dove, dopo pochi giorni, fui operato per una frattura composta al femore.

La convalescenza e la rinascita

In quei momenti, pensavo che la mia avventura a cavallo fosse finita per sempre. Ma, come si dice, “Chi cade da cavallo se non risale, non saprà mai dove sarebbe potuto arrivare”. Non mi scoraggiai. Dopo cinquanta giorni a letto iniziai a rimettermi in piedi, piano piano, con tanta determinazione. Dopo un anno esatto, tornai a montare a cavallo, anche se solo animali tranquilli e che già conoscevo bene.

Una nuova prospettiva

Quell’esperienza mi cambiò profondamente. Decisi di rimanere nell’ambiente dell’endurance, ma con un ruolo diverso: diventai giudice e organizzatore di percorsi. Così, anche se la vita mi aveva messo a dura prova, trovai un modo nuovo e prezioso per alimentare la mia passione per i cavalli, rimanendo sempre al centro di quel mondo che tanto amo.

Conclusioni

La strada non è stata facile, ma ogni caduta può trasformarsi in una nuova opportunità, se affrontata con determinazione e spirito di adattamento. Ora guardo al passato senza rimpianti, consapevole che ogni esperienza, anche dolorosa, ha contribuito a forgiarmi e rendere la mia storia ancora più ricca.

Vincenzo pioniere dell’Endurance “CHI SONO”

La mia esperienza è maturata negli anni trascorsi come componente del Corpo Forestale dello Stato a cavallo, e poi come organizzatore, controllore, collaudatore, Ma ricordo che dal 1999 entrato a far parte dell’Federazione FISE come Tecnico di Equiturismo e Giudice di Endurance,. Il primo percorso è stato alle Potatine (EX Foreste Demaniali di Siena) il cui  sentiero fu studiato nei minimi particolari dal 1999 al 2001 e con l’associazione Hamasa katib capeggiata da un grande Leader Roghi uomo esperto di cavalli e fulcro attivo della disciplina dell’endurance.  Marco mi sosteneva molto  nelle mie idee nell’organizzare gare e percorsi ecc. .

Nel 2004 Marco è scomparso lasciando  un vuoto indimenticabile nel mondo equestre e dell’ Endurance ..Con lui  è stato dato via all’endurance Toscano.

Incarichi che ho ricevuto fu nel 1999 come Tecnico di Equiturismo e nel  2007  dal Cav. Adolfo Paul Gross allora responsabile della Fise Toscana. mi nominò anche come controllore di percorsi endurance.

Assieme il Billy (Giorgio Presenti) ho collaborato a fare le prime gare endurance e ho costruito molti percorsi di endurance assieme a i miei amici, come Cappetti Marco ad Arezzo, nel 2003 C.I. Serristori, Gagliano Filippo nel 2006 a l’ippodromo di Grosseto e molti altri percorsi con   l’amico Nassini Gianfranco scomparso di recente a Montalcino 2021 durante una gara di endurance,  ed infine nel 2014 fondai il Trofeo del Brunello un gruppo di amici : Katia Carnevale, Maurizio Grazzini, Pratelli Gianni e Marco Dotti; sotto il nome di ASD Epona Riding Club.

Il TROFEO DEL BRUNELLO è stata la più bella manifestazione equestre da quando sono stato in attività nel settore dell’endurance, iniziai negli anni 90 agli albori da Fiteec-Ante anche credo che grazie alla mia forza di volontà e tenacia in Toscana l’endurance non sarebbe cresciuto, chi era  in attività in quel periodo può essere testimone, sempre a scoprire nuovi posti e nuovi percorsi.  Inoltre ho organizzato varie  manifestazioni endurance,  sono stato Giudice Endurance, Delegato Tecnico, Cronometrista, Segretario endurance e fotografo ; insomma facevo  ogni attività che era necessaria allo svolgimento.

Nell’anno 2015 per sopraggiunti problemi famigliari sono stato costretto a interrompere la mia passione  , interpellai  Alessandro Generali Endurance Team con lo scopo di proseguire nel Trofeo del Brunello che accetto  e prosegui l’organizzazione del circuito ed e  arrivato fino al 2023 decimo anno, ora seguo con interesse l’ endurance ho un sito che si parla di cavalli “Winningenduarnce.it” il sito delle lunghe distanze, è una piattaforma unica che cerca di soddisfare notizie nello sport delle gare endurance.  la mia passione e la Fotografia e vado nelle gare a fotografare gli avvenimenti.

Infine voglio ricordare l’ amica giudice Anna Falloni   e l’ amico Giudice Trucchi Roberto fin dai tempi dell Fiteec-Ante, ci sarebbe da scrivere un libro sulle esperienze che abbiamo condiviso sui campi di gara e della collaborazione nello svolgimento dei nostri incarichi di giudice. Tutto è stato reciproco.

I miei  percorsi endurance con la collaborazione su esposti:

Periplo di Siena 1999, Hamsa katib.•Campagnatico 2000 C.I. Villa d’Ombrone.• San Rossore 2001 Coppa delle Ragioni e Trofeo Unire 2002 Organizzata dall’hamasa katib Endurance.• Vicchio 2001 C.I. Il Mugello. Vicarello (Li) .• Borgo San Lorenzo, 2002 C.I. Pegaso Arabians• Bibbiena Casanova, 2005 C.I. Casanova• Abbasanta (OR) 2005 , Incremento Ippico Sardegna Trofeo UNIRE Giovani Cavalli.• Gara in linea Siena – Follonica 2000,2001,2002, Hamasa Katib.• Serristori Ar. 2003, C.I. Serristori.• Mugello, lago del bilancino 2003 C.I . Pegaso Arabians• Figline Valdarno 2005 C.I. Levante.• Borgo san Lorenzo 2005,C.I. Pegaso Arabians • Vicchio 2004, C.I. La Commenda.• Carraia Vernio 2002, C.O. Calamai .• Figline Valdarno 2005 C.O. C.I. Levante• Montepulciano 2006 C.I. Tre laghi.• Firenzuola 2006,2007 C.I. Santerno.• Il Santo. Siena 2008 Hamasa Katib.• Vedrana di Budrio, C.I. Montefano qui ho costruito il primo percorso in Romagna con la collaborazione di Maurizio, Alessandra e Filippo e poi è seguito una serie di successi..• Sarteano 2009, C.I. I tre Laghi.• Capoliveri Elba 2009 (gara promozionale) Esperienza da ripetere.• Grosseto 2006, Trofeo Unire Ipp.Casalone, C.I. Pegaso Arabians. ripetuto nel 2017 dopo 11 anni come gara del campionato Toscano, ASD team Generali Endurance

  1. Angelo scalo Montalcino 2014 trofeo del Brunello ripetuto tutti gli anni con successo fino al 2018 C.I. Epona Riding 2014 poi ASD Team Generali Endurance.
    I collaboratori sono stati molteplici tutti i responsabili dei centri ippici e associazioni su esposti.

IL Delegato Tecnico o organizzatore non fa parte del Comitato Organizzatore, ma lo affianca fin dalla sua designazione: Quale garante: degli Organizzatori e della Federazione.

Ma questi percorsi chi li ha creati :un gruppo di amici appassionati di sport equestre  a cui o dato un grosso contributo  cercando di aiutare tutti ;ora faccio il nonno..  quando posso vado a fermare qualche immagini sui percorsi endurance e in particolare :cavalieri  e cavallo che sempre affascina.

Sono un vecchio fondista, l’Endurance e di speranza per ritrovarsi  e uniti per sostenere questa disciplina sportiva. “ai posteri ardua sentenza” il giudizio, la valutazione su di essi spetterà alle future generazioni.

. By Vincenzo Bechini