La magia dell’assistenza in una gara di endurance Marina di Pisa 25/10/2025
Paola Musio, amazzone sarda con una profonda passione per la sua terra e per i cavalli.
Un momento di armonia tra amazzone, cavallo e squadra
Nel cuore pulsante di una lunga gara di endurance, dove ogni chilometro è una sfida e ogni respiro è carico di attesa, la scena dell’assistenza si trasforma in un rito collettivo.
Nella foto vediamo il binomio: l’amazzone Paola, ancora sospesa dall’adrenalina della corsa, sopra il suo fedele compagno Bonifaziù. All’arrivo all’assistenza, la squadra è già pronta, ognuno al proprio posto, come orchestrati da una melodia silenziosa e antica.
C’è chi porge acqua al cavallo, chi versa delicatamente la bottiglia sulla sua collo per rinfrescarlo, chi offre da bere all’amazzone esausta, mentre altri osservano attentamente ogni movimento, pronti a intervenire. Tra sguardi di intesa e gesti automatici, si percepisce un’energia speciale: sono atti familiari e ripetuti che, in quel preciso istante, acquistano un valore quasi sacro.
Un dettaglio curioso attira l’attenzione: un assistente porta una bottiglia di plastica con l’acqua infilata nella tasca, pronta all’uso, segno della praticità e della dedizione che caratterizzano questa scena. Il momento è carico di emozione, racchiude la fatica, la solidarietà, il rispetto per l’animale e la passione condivisa per lo sport.
In quell’attimo, il gruppo agisce all’unisono, guidato dall’esperienza, dalla necessità e dal battito accelerato del cuore. La scena incarna la vera essenza dell’endurance: la collaborazione, la fiducia reciproca, l’impulso a prendersi cura gli uni degli altri, umani e cavallo, in una danza di gesti semplici e profondi.
Paola Musio – Bonifazu in questa gara di 120 km 18 posto della classifica media 16,362 km/h
Commento di Vincenzo Bechini © foto di Fabrizio Bigazzi
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